giovedì, marzo 24

Doping nel ciclismo


Marco Pantani
E’ stato un ciclista su strada italiano, era uno scalatore puro. Professionista dal 1992 al 2003, vinse un Giro d'Italia e un Tour de France; fu anche medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995.
La sua carriera
Dopo essere stato giocatore di calcio, Marco ricevette in regalo una bicicletta da suo nonno Sotero. Decise di tesserarsi nel G.C. Fausto Coppi di Cesenatico e mostrò subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare. Nel 1990 è terzo al Giro d'Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 Andrea Noè. Nel 1993 partecipa al primo Giro d'Italia per professionisti, ritirandosi dopo poche tappe per una tendinite.
La sua Biografia
Escluso dal Giro del 1999 a seguito di un valore ematocrito al di sopra del consentito, Pantani risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto ad eccesso di sostanze stupefacenti. Nella sua carriera ottenne 46 vittorie.
Riccardo Riccò
 E’ un ciclista su strada italiano, senza squadra dopo il licenziamento. Si è classificato secondo al Giro d'Italia 2008.
Dilettante
Fu un ciclista di successo tra i dilettanti. Iniziò a correre nel 1997 con la squadra del suo paese di residenza, Formigine, la U.S. Formiginese, per poi militare da junior e dilettante under 23 nella modenese Simec Cicli Paletti e nella toscana Grassi Pantani.
Campione italiano juniores di ciclocross nel 2001, venne convocato nella rosa degli azzurri per il mondiale, ma venne fermato per ematocrito alto. Vinse nel 2003 una tappa del Giro d'Italia dilettanti. Nel 2004 divenne campione italiano in linea under 23 e nel 2005 vinse due tappe e classifica generale della Settimana Lombarda, oltre ad una tappa del Giro di Toscana. Tra gli Under 23 dovette rinunciare alla maglia azzurra ancora per ematocrito alto, con una sospensione di 45 giorni: nel 2005 fu fermato due volte, con altri 90 giorni di stop (45+45) per lo stesso motivo. Nel fior della sua carriera, fu convocato al Tour de France, ultima tappa della sua corsa, perché accusato, lui e il suo compare di aver assunto sostanze dopanti. Il 30 luglio, nel corso della prima udienza davanti alla procura antidoping italiana, Riccò ha confessato di aver assunto il CERA. Nella conferenza stampa successiva alla confessione ha dichiarato di aver commesso un errore personale e di aver agito da solo.Il 31 luglio 2008 il Tribunale Nazionale Antidoping lo ha sospeso con effetto immediato, in attesa del deferimento e della successiva sentenza che, il 2 ottobre 2008, lo ha squalificato per due anni (uno e mezzo per assunzione di sostanza dopante, ed altri sei mesi per la frequentazione del medico Carlo Santuccione, già radiato dal CONI per questioni di doping). Successivamente l'UCI ha riconosciuto la collaborazione alle indagini da parte del corridore modenese positivo al CERA, e quindi ha ripristinato la squalifica di 20 mesi (invece che 24), come da decisione del TAS. La squalifica è scaduta il 18 marzo 2010. 
Il 6 febbraio 2011 Riccò è stato ricoverato in ospedale, dopo aver accusato un malore al termine dell'allenamento, vittima di un blocco renale. Successivamente il medico rende nota una confessione dell'atleta, reo di aver effettuato una autotrasfusione di sangue che conservava in frigo da diversi giorni, pratica compatibile con i problemi fisici avutituttavia negata dallo stesso atleta. CONI e Procura di Modena aprono due indagini per violazione delle norme antidoping e Riccò viene prima sospeso, poi licenziato dalla Vacansoleil.
Bianca e Noemi

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