Allievo Agente Guidotti
In questo blog tratteremo un argomento molto importante che abbiamo svolto a scuola: il doping.
giovedì, marzo 31
venerdì, marzo 25
Definizione di doping
Il doping è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta
Origine della parola
Sono diverse le possibili origini della parola “doping”. Una di queste è “dop”, bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze cerimoniali del sud Africa nel XVIII secolo. Un'altra è che il termine derivi dalla parola olandese “doop” (una salsa densa) che entrò nello slang americano per descrivere come i rapinatori drogassero le proprie vittime mescolando tabacco e semi del Datura stramonium, conosciuto come stramonio, che contiene una quantità di alcaloidi, causando sedazione, allucinazioni e smarrimento. Fino al 1889, la parola “dope” era usata relativamente alla preparazione di un prodotto viscoso e denso di oppio da fumare, e durante gli anni '90 si estese a qualsiasi droga narcotica-stupefacente. Nel 1990, “dope” veniva anche riferito alla preparazione di droghe designate a migliorare la prestazione delle corse dei cavalli.Giulia & Manuel
giovedì, marzo 24
Doping nel ciclismo
Marco Pantani
E’ stato un ciclista su strada italiano, era uno scalatore puro. Professionista dal 1992 al 2003, vinse un Giro d'Italia e un Tour de France; fu anche medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995.La sua carriera
Dopo essere stato giocatore di calcio, Marco ricevette in regalo una bicicletta da suo nonno Sotero. Decise di tesserarsi nel G.C. Fausto Coppi di Cesenatico e mostrò subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare. Nel 1990 è terzo al Giro d'Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 Andrea Noè. Nel 1993 partecipa al primo Giro d'Italia per professionisti, ritirandosi dopo poche tappe per una tendinite.
La sua Biografia
Escluso dal Giro del 1999 a seguito di un valore ematocrito al di sopra del consentito, Pantani risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto ad eccesso di sostanze stupefacenti. Nella sua carriera ottenne 46 vittorie.
Riccardo Riccò
E’ un ciclista su strada italiano, senza squadra dopo il licenziamento. Si è classificato secondo al Giro d'Italia 2008.
Dilettante
Fu un ciclista di successo tra i dilettanti. Iniziò a correre nel 1997 con la squadra del suo paese di residenza, Formigine, la U.S. Formiginese, per poi militare da junior e dilettante under 23 nella modenese Simec Cicli Paletti e nella toscana Grassi Pantani.Campione italiano juniores di ciclocross nel 2001, venne convocato nella rosa degli azzurri per il mondiale, ma venne fermato per ematocrito alto. Vinse nel 2003 una tappa del Giro d'Italia dilettanti. Nel 2004 divenne campione italiano in linea under 23 e nel 2005 vinse due tappe e classifica generale della Settimana Lombarda, oltre ad una tappa del Giro di Toscana. Tra gli Under 23 dovette rinunciare alla maglia azzurra ancora per ematocrito alto, con una sospensione di 45 giorni: nel 2005 fu fermato due volte, con altri 90 giorni di stop (45+45) per lo stesso motivo. Nel fior della sua carriera, fu convocato al Tour de France, ultima tappa della sua corsa, perché accusato, lui e il suo compare di aver assunto sostanze dopanti. Il 30 luglio, nel corso della prima udienza davanti alla procura antidoping italiana, Riccò ha confessato di aver assunto il CERA. Nella conferenza stampa successiva alla confessione ha dichiarato di aver commesso un errore personale e di aver agito da solo.Il 31 luglio 2008 il Tribunale Nazionale Antidoping lo ha sospeso con effetto immediato, in attesa del deferimento e della successiva sentenza che, il 2 ottobre 2008, lo ha squalificato per due anni (uno e mezzo per assunzione di sostanza dopante, ed altri sei mesi per la frequentazione del medico Carlo Santuccione, già radiato dal CONI per questioni di doping). Successivamente l'UCI ha riconosciuto la collaborazione alle indagini da parte del corridore modenese positivo al CERA, e quindi ha ripristinato la squalifica di 20 mesi (invece che 24), come da decisione del TAS. La squalifica è scaduta il 18 marzo 2010.
Il 6 febbraio 2011 Riccò è stato ricoverato in ospedale, dopo aver accusato un malore al termine dell'allenamento, vittima di un blocco renale. Successivamente il medico rende nota una confessione dell'atleta, reo di aver effettuato una autotrasfusione di sangue che conservava in frigo da diversi giorni, pratica compatibile con i problemi fisici avutituttavia negata dallo stesso atleta. CONI e Procura di Modena aprono due indagini per violazione delle norme antidoping e Riccò viene prima sospeso, poi licenziato dalla Vacansoleil.
Bianca e Noemi
venerdì, marzo 18
Stimolanti
Gli stimolanti sono sostanze naturali o artificiali create in laboratorio e possono essere :
Un altro stimolante sono le amfetamine :
i soggetti che abusano di metamfetamine sono attratti dal senso di benessere, di vigore, di sicurezza in se stessi dato da queste droghe. I forti consumatori sono identificabili da loquacità, presenza di tremore nelle mani, cute sudata, midriasi, ipermotilità; anche con gesti ripetitivi. La via di somministrazione preferita è quella endovenosa, anche se le amfetamine possono esser a differenza della dipendenza da eroina, che insorge più rapidamente se la sostanza è assunta per via endovenosa, e della dipendenza da cocaina, che è più rapida e accentuata se questa viene fumata o iniettata, la dipendenza da amfetamine non è influenzata dalle modalità di assunzione della sostanza.
Effetti collaterali:
Effetti collaterali:
L'uso continuo di metanfetamina in dosi elevate amplifica gli effetti collaterali, senza aumentare quelli piacevoli. La persona che fa uso di metanfetamina perde l'appetito e si trova a non toccare cibo per più giorni; non prova più sonno e può rimanere sveglia per giorni interi, sino a crollare in uno stato di prostrazione e stati d' ansia. La dipendenza da amfetamine
La persona che abusa di anfetamina può arrivare ad avere atteggiamenti paranoici e sentire voci che non esistono. Fattori di rischio aggiuntivi sono gli effetti devastanti che a breve o lungo termine, questa droga può provocare sul cervello. Esiste un' intossicazione acuta da metanfetaminici, una cosiddetta "overdose", caratterizzata clinicamente da un quadro di insufficienza cardiocircolatoria acuta ed irreversibile che porta a un rapido decesso. possono essere assunte per via orale, inalazione o fumo.
Cocaina:
La persona che abusa di anfetamina può arrivare ad avere atteggiamenti paranoici e sentire voci che non esistono. Fattori di rischio aggiuntivi sono gli effetti devastanti che a breve o lungo termine, questa droga può provocare sul cervello. Esiste un' intossicazione acuta da metanfetaminici, una cosiddetta "overdose", caratterizzata clinicamente da un quadro di insufficienza cardiocircolatoria acuta ed irreversibile che porta a un rapido decesso. possono essere assunte per via orale, inalazione o fumo.
Cocaina:
La cocaina è una sostanza psicoattiva estratta dalla pianta della coca, che cresce soprattutto in Sud America, in Africa e negli Stati Uniti. Le vie di somministrazione sono due: la via inalatoria (sniffo o fumo) e la via iniettiva. Gli effetti che la sostanza produce sono: aumento dell’aggressività, aumento della sensazione di vigilanza e sicurezza, diminuzione del senso di fatica. L ’uso di cocaina determina tuttavia, una serie di gravi rischi per la salute: forte dipendenza fisica e psicologica, forte depressione e senso di disagio interno quando viene meno l’effetto della sostanza; ansia, tremori, irritabilità, attacchi di panico, aumento della pressione arteriosa, aumento della temperatura corporea, tachicardia, aritmie, sospettosità e manie di persecuzione, disturbi del sonno; rischio di infarto cardiaco (gli assuntori hanno probabilità molto più elevate rispetto alla popolazione normale di avere un infarto).
Gli effetti:
A breve termine la cocaina produce una serie di effetti fisici e psichici facilmente riscontrabili. A livello fisico una accentuata dilatazione della pupilla, un aumento del battito cardiaco e delle prestazioni sono evidenti. A livello mentale la persona che ha appena assunto cocaina si sente al centro del mondo, euforia e megalomania uniti ad una sensazione di benessere generale inducono la persona all'illusione di poter fare qualsiasi cosa senza eccessivo sforzo. La sensazione di attutire il bisogno di dormire e di mangiare e di avere rendono importante questa droga. Spesso la cocaina viene utilizzata proprio per "risolvere" problemi di prestazioni fisiche, sessuali, lavorative. Questa condizione, in un era caratterizzata da caos e forti stress induce la persona verso la dipendenza.
Ozgur & Anatolij & Elia
Ozgur & Anatolij & Elia
sabato, marzo 12
Eritropoietina
Che cos’è l’eritropoietina? È una glicoproteina che regola la produzione dei globuli rossi. Viene sintetizzata dal rene e in minima parte dal fegato e la sua produzione è regolata dalla concentrazione di ossigeno nel sangue. Viene principalmente utilizzata nei casi di cura dell’anemia di pazienti dializzati o neuropatici, per procedure di autotrasfusione per interventi di chirurgia, nell’anemia con insufficienza cardiaca, neonatale o tumorale. Gli effetti dopanti dell’eritropoietina sono stati evidenziati da Ekblom, Berglund [1991]. In questo studio a quindici studenti di educazione fisica è stata somministrata EPO , per sei settimane. Al test di resistenza protratto fino ad esaurimento di massimo consumo di ossigeno è aumentato significativamente ed il tempo massimo di corsa. Ed ecco, infine, le controindicazioni sino ad oggi evidenziate: tendenza alla trombofilia, indipendente dal valore di ematocrito; potenziale incremento delle resistenze vascolari nelle zone profonde del cervello, con possibile invecchiamento precoce delle strutture; ipertensione, con conseguente sclerosi vascolarecorporei, rischio di infarto e encefalopatia ipertensiva; convulsioni e la modificazioni della sostanza bianca cerebrale.Alexandra & Michela
mercoledì, marzo 9
Doping nel tennis
Iniziamo parlando di Odesnik: Gennaio 2010, aeroporto di Brisbane in Australia: il tennista americano Wayne Odesnik, attuale numero 111 del mondo, viene fermato dalla polizia che trova nel suo bagaglio una ridotta quantità di ormoni della crescita. Aprile 2010 Wayne Odesnik, che nel frattempo ha continuato la sua attività di tennista, si autosospende a tempo indeterminato dal circuito professionista. Quello che in apparenza sembra uno sviluppo illogico, che in più coinvolge un giocatore sconosciuto, rischia di minare le fondamenta del tennis e costringe le autorità sportive a inasprire la lotta al doping, con conseguenze imponderabili qualora elementi di vertici ne venissero coinvolti. Si rischia insomma di fare la fine del ciclismo…La questione Odesnik però complica le cose. L’ormone della crescita, con i controlli attuali, non emerge se non nelle 24 ore dell’assunzione e ci vuole un prelievo di sangue che va analizzato rapidamente. Allo stato attuale dei controlli un’atleta deve essere particolarmente incauto o sfortunato per essere trovato positivo all’ormone della crescita. In sei anni di controlli solo il rugbista britannico Terry Newton è stato trovato positivo e squalificato. Inizialmente Odesnik non è stato squalificato per via di un cavillo. Nel tennis sei fuori se ti beccano il doping nel corpo. Se te lo beccano in borsa non sanno bene neanche loro cosa fare. Un’imbarazzata Itf ha dovuto negoziare col giocatore la sua sospensione. Da quel momento i controlli sono aumentati e lo sport è diventato più pulito.Poi parliamo di Antoniychukn: ci risiamo. Dopo il caso Odesnik di inizio anno ora tocca a Kristina Antoniychuk. Che se il tennis non lo segui e ti annoia a morte dici “chi?” e ci sta, ma se sei un appassionato la domanda rimane “chi?” e qualche dubbio viene. Com’è che quando si parla di doping nel tennis, si parla sempre di sconosciuti? Kristina è una ragazzina ucraina di diciannove anni, attualmente numero 182 del mondo. A febbraio le hanno prelevato un campione di urine durante un torneo in Messico e le hanno trovato tracce di furosemide, diuretico considerato sostanza dopante dalla World AntiDoping Administration. Kristina ha spiegato alla federazione internazionale che il diuretico le era stato regolarmente prescritto da un medico per un problema fisico, ha presentato le prove e la federazione le ha creduto. Le ha detto: “Vero, la sostanza non l’hai presa per aumentare le prestazioni”. Ma ha anche aggiunto: “Sai però che ti dico? Che la sostanza comunque l’hai presa e ora te ne rimani ferma per quattordici mesi”. Che se hai 19 anni e sei 200 del mondo vuol dire giocarsi la carriera. Pesci piccoli, come sempre accade nel tennis. La logica vuole che essendo meno dotati siano i più inclini ad aiutarsi con sostanze illecite. Oppure i più forti semplicemente non vengono beccati? In attesa dei benedetti test sul sangue: sono passati più di 10 anni da quando l’ex numero 1 del mondo Courier aveva sollevato il problema e aveva proposto l’introduzione di controlli ematici. La federazione internazionale ci sta lavorando ma siamo ancora lontani.
Marco & Matteo B.
Danni del doping
Come é noto, i danni provocati dal doping possono essere rilevabili a breve ed a lungo termine. Tra i primi, dopo le morti da doping causate dalle vecchie tipologie di amfetamine, vanno assumendo rilievo le nuove morti indotte da beta-bloccanti.
Gran parte delle sostanze assunte dall'atleta ai fini ergogenici o mascheranti può provocare aritmie cardiache anche gravi, per meccanismi aritmogeni diretti o secondari a modificazioni patologiche, metaboliche ed endocrine, indotte dalle sostanze stesse o della loro associazione.
L'apparato scheletrico è coinvolto con una certa frequenza: le rotture tendinee e le infiammazioni croniche dei legamenti sono spesso attribuite agli abusi di sostanze anabolizzanti o di cortisonici i quali mascherano i sintomi della fatica e dell'infiammazione. Anche l'apparato uro-genitale paga un tributo al fenomeno del doping.
Gli anabolizzanti negli uomini svolgono un'azione inibente sul trofismo testicolare, nelle donne invece possono indurre irregolarità mestruali e accentuazione delle caratteristiche somatiche maschili.
Samantha & Maria
Cannabinoidi
I derivati della Cannabis Sativa o Canapa Indiana rientrano nella lista delle sostanze dopanti. Gli effetti indotti dalla Cannabis dipendono non solo dalla dose, ma anche dalla modalità e dalla durata di assunzione. I più ricercati dagli utilizzatori comuni riguardano la comparsa di un certo senso di euforia e di allegria, a cui fa seguito una sensazione di benessere, rilassamento e torpore.Gli stessi atleti assumono cannabis principalmente a scopo ricreativo e voluttuario, mentre altre volte si avvantaggiano delle sue proprietà per migliorare la prestazione agonistica.
L'effetto ergolitico è maggiore per i consumatori abituali, che sono più esposti a cali di concentrazione, motivazione ed interesse cronici verso la disciplina sportiva praticata (si assiste, tra l'altro, ad una riduzione dei livelli circolanti di testosterone, a problemi respiratori e ad una maggiore suscettibilità alle infezioni).
Alcuni degli effetti dell'uso di cannabis includono secchezza delle fauci, arrossamento oculare, riduzione della pressione intra-oculare, leggera riduzione delle capacità motorie e della concentrazione, stimolazione dell'appetito e in dosaggio acuto tachicardia. L'elettroencefalografia evidenzia onde alfa più persistenti e di frequenza leggermente più bassa del normale. L'uso di cannabis determina inoltre molti effetti a livello soggettivo: maggiore apprezzamento del gusto e dell'aroma del cibo, della musica e delle attività ricreative.
La cannabis in genere allevia la tensione e dà un leggero senso di felicità o euforia. Se si è un consumatore occasionale, a dosi elevate, la cannabis può determinare distorsioni più marcate nella percezione del tempo e dello spazio, nella percezione del corpo, allucinazioni visive e/o uditive e distruzione della personalità.
Sebastiano & Matteo L.
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