mercoledì, marzo 9

Doping nel tennis

Iniziamo parlando di Odesnik: Gennaio 2010, aeroporto di Brisbane in Australia: il tennista americano Wayne Odesnik, attuale numero 111 del mondo, viene fermato dalla polizia che trova nel suo bagaglio una ridotta quantità di ormoni della crescita. Aprile 2010 Wayne Odesnik, che nel frattempo ha continuato la sua attività di tennista, si autosospende a tempo indeterminato dal circuito professionista. Quello che in apparenza sembra uno sviluppo illogico, che in più coinvolge un giocatore sconosciuto, rischia di minare le fondamenta del tennis e costringe le autorità sportive a inasprire la lotta al doping, con conseguenze imponderabili qualora elementi di vertici ne venissero coinvolti. Si rischia insomma di fare la fine del ciclismo…La questione Odesnik però complica le cose. L’ormone della crescita, con i controlli attuali, non emerge se non nelle 24 ore dell’assunzione e ci vuole un prelievo di sangue che va analizzato rapidamente. Allo stato attuale dei controlli un’atleta deve essere particolarmente incauto o sfortunato per essere trovato positivo all’ormone della crescita. In sei anni di controlli solo il rugbista britannico Terry Newton è stato trovato positivo e squalificato. Inizialmente Odesnik non è stato squalificato per via di un cavillo. Nel tennis sei fuori se ti beccano il doping nel corpo. Se te lo beccano in borsa non sanno bene neanche loro cosa fare. Un’imbarazzata Itf ha dovuto negoziare col giocatore la sua sospensione. Da quel momento i controlli sono aumentati e lo sport è diventato più pulito.


Poi parliamo di Antoniychukn: ci risiamo. Dopo il caso Odesnik di inizio anno ora tocca a Kristina Antoniychuk. Che se il tennis non lo segui e ti annoia a morte dici “chi?” e ci sta, ma se sei un appassionato la domanda rimane “chi?” e qualche dubbio viene. Com’è che quando si parla di doping nel tennis, si parla sempre di sconosciuti? Kristina è una ragazzina ucraina di diciannove anni, attualmente numero 182 del mondo. A febbraio le hanno prelevato un campione di urine durante un torneo in Messico e le hanno trovato tracce di furosemide, diuretico considerato sostanza dopante dalla World AntiDoping Administration. Kristina ha spiegato alla federazione internazionale che il diuretico le era stato regolarmente prescritto da un medico per un problema fisico, ha presentato le prove e la federazione le ha creduto. Le ha detto: “Vero, la sostanza non l’hai presa per aumentare le prestazioni”. Ma ha anche aggiunto: “Sai però che ti dico? Che la sostanza comunque l’hai presa e ora te ne rimani ferma per quattordici mesi”. Che se hai 19 anni e sei 200 del mondo vuol dire giocarsi la carriera. Pesci piccoli, come sempre accade nel tennis. La logica vuole che essendo meno dotati siano i più inclini ad aiutarsi con sostanze illecite. Oppure i più forti semplicemente non vengono beccati? In attesa dei benedetti test sul sangue: sono passati più di 10 anni da quando l’ex numero 1 del mondo Courier aveva sollevato il problema e aveva proposto l’introduzione di controlli ematici. La federazione internazionale ci sta lavorando ma siamo ancora lontani.

Marco & Matteo B.

2 commenti:

  1. molto bello!!! un ippip urra per dollaro e beddy!!

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  2. Quando si fa uso di sostanza dopanti non si fa la "FINE DEL CICLISMO". In tutti gli sport si fa uso di doping. Il ciclismo è usato come capro espiatorio del doping in generale. Provate a pensare se un calciatore della Serie A viene trovato positivo, che scandalo sarebbe? Tutti gli sponsor scapperebbero! Secondo voi è normale che tra tanti sport trovano solo ciclisti? Secondo me NO. Quindi sarebbe una buona cosa cercare di non catalogare i ciclisti come branco di dopati. Queste cose le scrive un ragazzo fiero di essere un ciclista di 14 anni. Anche io e la mia classe facciamo un blog, http://allievoagenteluigi.blogspot.com/ Io vi devo fare i complimenti per gli argomenti del blog, in particolare il doping nello sport, proprio bravi :)

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